Le esigenze di telecomunicazioni a larga banda del prossimo decennio (applicazioni multimediali) troveranno un valido supporto nell’impiego di satelliti artificiali che, per la loro intrinseca flessibilità operativa, renderanno possibile l’accesso diretto e con piccoli terminali di terra ad utenze diffuse su vaste aree, difficilmente accessibili con infrastrutture terrestri (problematica del “digital divide”). A ciò si aggiunge la necessità di approntare sistemi di telecomunicazione che possano rendere disponibili immediatamente, in zone limitate, grandissime capacità trasmissive, come succede ad esempio nell’evenienza di catastrofi o nei teatri di guerra. Queste esigenze spingono verso l’ utilizzo di nuove gamme a frequenza elevatissima, che tuttavia necessitano ancora oggi di investigazioni assai approfondite per fronteggiare sia le difficoltà tecnologiche sia quelle poste dalla propagazione delle onde nell’attraversamento dell’atmosfera, che si rivela alquanto “ostile” alle onde millimetriche.
Per contribuire alla soluzione di questi problemi il Politecnico di Milano ha recentemente proposto esperimenti, da effettuarsi nel prossimo futuro, con un satellite artificiale (Alphasat/TDP#5) ed ha offerto la disponibilità della sua stazione spaziale di Spino d’Adda a fungere da terminale principale per un’attività che coinvolgerà sperimentatori italiani ed europei. La proposta e’ stata accettata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che supporterà il progetto intervenendo nella stazione di Spino d’Adda con apparecchiature di grande pregio (vedi Figura). Il satellite, la cui realizzazione vede il contributo di ASI, ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dell’ industria italiana, vedrà la luce nel 2012.