Grasselli Antonio

Professori in passato -
In memoria di Antonio Grasselli

Il DEI - Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, e in prima posizione la sua Sezione di Informatica, ricordano Antonio Grasselli, che fu qui professore negli anni in cui l’informatica e la scienza dei calcolatori stavano nascendo, e con la ricerca, l’insegnamento e la guida dei giovani, diede un impulso determinante per lo sviluppo di queste discipline in Italia.
Antonio entrò nel 1962 al DEI, a quel tempo l’Istituto di Elettrotecnica ed Elettronica, per insegnare la nuova materia Commutazione e Calcolatrici elettroniche, agli allievi della laurea in Ingegneria Elettronica, anch’essa di recentissima istituzione. Egli arrivava al Politecnico da un’esperienza unica, che lo aveva portato prima in Francia, poi negli USA, nei luoghi dove la ricerca scientifica stava costruendo il futuro dell’informatica.
Dopo la laurea in Ingegneria chimica al Politecnico nel 1957, avendo intuito l’importanza che il calcolo elettronico avrebbe avuto in futuro, Antonio andò per un anno a Grenoble, allo Institut de Mathématiques Appliquées, uno dei principali centri europei di ricerca in informatica.
Il successivo quadriennio lo vide attivo negli Stati Uniti, in tre dei più importanti laboratori di ricerca di Computer Science: University of California at Berkeley, Lawrence Radiation Laboratory e Princeton University. Lì conobbe i protagonisti della ricerca in informatica, con alcuni dei quali svolse ricerche di grande rilievo.
La sua collaborazione con E. J. McCluskey allora a Princeton, diede risultati importanti nella sintesi di circuiti logici combinatori e sequenziali e nella microprogrammazione; il settore era ai primordi e tali ricerche costituirono una base di partenza per il successivo sviluppo scientifico e industriale dei calcolatori elettronici.
Altri lavori di Antonio riguardavano l’elaborazione automatica di immagini rilevate da camere a bolle, lavori svolti durante la sua permanenza al Lawrence Radiation Laboratory; all’epoca il problema di elaborare immagini mediante calcolatori non era ancora stato affrontato e quindi le sue ricerche contribuirono alla nascita di un nuovo promettente filone di applicazioni del calcolo automatico, poi denominato pattern recognition.
Quando Antonio tornò a Milano, era già presente al Politecnico, attorno a Luigi Dadda, un gruppo di ricerca sul calcolo automatico formato principalmente da Lorenzo Lunelli e Emanuele Biondi; il gruppo aveva a disposizione uno dei primi calcolatori installati in Italia, la macchina CRC102A della National Cash Register.
Antonio proseguì le ricerche iniziate negli USA, avvalendosi della collaborazione di colleghi, anche di altri settori come i controlli automatici e la biometria, e di giovani ricercatori e allievi.
Tra i molti che in quegli anni incontravano e collaboravano con Antonio, si ricordano i nomi di Ivo De Lotto, Alberta Ghirardi, Roberto Galimberti, Rosamaria Morpurgo, Fabrizio Luccio, Domenico Ferrari, Giambattista Gerace, Renato Stefanelli, Luigi Divieti, Giulio Maccacaro. Tra i suoi allievi di allora si citano Ugo Montanari, Giorgio Levi, Franco Sirovich, Antonio Albano, e Stefano Crespi Reghizzi.
Questi diedero un forte contributo per il proseguimento e lo sviluppo degli interessi informatici, non solo a Milano e al Politecnico.
Per molti dei giovani, e meno giovani, Antonio, agiva da ispiratore e critico delle ricerche, anche se non sempre da guida in senso stretto, perché il suo temperamento lo portava a lasciare la massima indipendenza e libertà ai collaboratori.
Diversi dei giovani di allora, contribuirono successivamente alla crescita dell’informatica nelle università italiane, e non solo, e anche nel mondo industriale.
Nel 1967 Antonio si trasferì a Pisa come Direttore di ricerca del CNR e contribuì in modo determinante alla nascita della prima laurea italiana in Scienze dell’Informazione presso l’Università di Pisa. L’apporto di Antonio, e dei giovani che colà lo seguirono da Milano, fu decisivo per tale importante sviluppo dell’Università italiana.
Inoltre Antonio era in contatto con la ricerca industriale italiana nel settore del calcolo automatico, in particolare con i laboratori di ricerca CISE della Edison e con la società Laben, che, con la sua consulenza, progettò e produsse il mini-computer Laben 70.
Al Politecnico Antonio ritornò come professore ancora dal 1974 al 1979, prima di riavvicinarsi alle tradizioni agrarie della famiglia, e di spostarsi definitivamente a Parma nella Facoltà di Medicina Veterinaria, dove introdusse - ancora una volta con spirito lungimirante - gli strumenti informatici per lo studio genetico e la gestione della qualità nelle aziende di produzione animale.

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