Focus
L’attività di ricerca riguarda lo studio dei sistemi dinamici in cui comportamenti complessi possono emergere al variare di parametri di controllo. La complessità può essere presente, ad esempio nella forma classica di “caos deterministico”, non solo nei sistemi di tipo standard (descritti da equazioni differenziali regolari) ma anche nei sistemi discontinui, dove sono possibili le cosiddette “dinamiche di scivolamento”, o in quelli adattativi, dove l’interazione tra dinamiche lente e veloci può produrre comportamenti molto peculiari. Di grande rilievo, anche per le ricadute applicative, è lo studio delle reti di sistemi dinamici in cui, per particolari topologie di collegamento, possono emergere comportamenti collettivi di notevole significato, come la formazione e propagazione di onde e vortici.
L’attività di ricerca è svolta principalmente attraverso studi a carattere applicativo in aree tra loro molto diversificate (dall’ingegneria meccanica alla biologia, dall’economia alla sociologia), ma anche attraverso la messa a punto di contributi teorici e lo sviluppo di software per l’analisi dei sistemi dinamici non lineari.
- Analisi di biforcazione di sistemi standard: Lo studio dei sistemi dinamici descritti da equazioni differenziali continue e dipendenti da uno o più parametri di controllo si esegue per mezzo dell’analisi di biforcazione. In tale contesto, esistono ancora numerose questioni aperte che necessitano di uno sforzo di inquadramento teorico, tra cui varie problematiche riguardanti le biforcazioni di codimensione 2. Di particolare interesse pratico è anche lo studio per via numerica di tali biforcazioni, basato su tecniche dette "di continuazione", anche al fine di migliorare il software di analisi oggi disponibile.
- Sistemi discontinui: La teoria dei sistemi dinamici si è perlopiù sviluppata su ipotesi di regolarità delle equazioni descrittive dei fenomeni in esame, ipotesi che, nel mondo reale, spesso risultano non soddisfatte. In molti esempi, dall'impianto frenante di un autoveicolo all’alternanza di governo in una democrazia bipartitica, è facile riconoscere la presenza di discontinuità e irregolarità. Lo studio di questi fenomeni (formalizzati attraverso sistemi di Filippov, a commutazione, ibridi, ecc.) richiede nuove tecniche e strumenti matematici e presenta ancora svariati problemi aperti.
- Evoluzione di sistemi adattativi: Meccanismi di innovazione e competizione sono identificabili in vari settori (biologia, tecnologia dell’informazione, economia, sociologia) e determinano l’evoluzione di sistemi costituiti da singole unità raggruppabili in funzione dei loro tratti caratteristici. In assenza di innovazione, la dinamica demografica dei gruppi è regolata dalla competizione e può essere formalizzata con modelli dinamici non lineari. Un’innovazione consiste nella nascita di un gruppo di poche unità caratterizzate da un valore innovativo di qualche tratto. Ad un evento di innovazione segue un processo di competizione che determina il successo o meno dell’innovazione. Tenendo conto che i tassi di innovazione sono tipicamente bassi rispetto a quelli demografici, è possibile inferire l’evoluzione dei tratti in termini formali. Il passo evolutivo elementare è la sostituzione di un gruppo residente da parte di uno innovativo. Se gruppi innovativi e residenti coesistono ha invece luogo un cosiddetto “branching” evolutivo, mentre è anche possibile l'estinzione di gruppi. La complessità dei processi di innovazione e competizione non è quindi solo dovuta a fenomeni non lineari, ma anche all'insorgere di regimi che coinvolgono ripetuti eventi di branching e estinzione.
- Sincronizzazione in reti di sistemi dinamici: Il funzionamento sincrono di reti di sistemi dinamici ha spesso conseguenze importanti. Per esempio, la sincronizzazione facilita il controllo delle epidemie in reti sociali spazialmente estese, ma aumenta il rischio di estinzione di specie animali o vegetali in reti ecologiche. E’ pertanto di grande importanza poter disporre di elementi teorici relativi alla tendenza alla sincronizzazione nelle reti, per poter ottimizzare il progetto di una rete nuova o migliorare significativamente la struttura di una rete già esistente.
- Formazione di configurazioni in sistemi spazialmente distribuiti: I sistemi spazialmente distribuiti sono spesso descritti da equazioni alle derivate parziali con termini di reazione e diffusione. Tali equazioni, supponendo perfetta omogeneità spaziale, ammettono una soluzione uniforme che può però diventare instabile al variare di qualche parametro di controllo o al variare della dispersione. Questo tipo di instabilità, noto come instabilità diffusiva o “alla Turing”, è la causa della nascita di soluzioni stabili spazialmente non omogenee, cioè di configurazioni (“pattern”).
- Processi di contatto in sistemi a rete: Uno dei più importanti contributi recenti alla teoria dei processi di contatto è consistito nella scoperta che la topologia della rete di diffusione influenza profondamente le modalità di propagazione tra gli agenti. Molte questioni rimangono però ancora completamente inesplorate, sia nell’epidemiologia propriamente detta che in settori affini, quali lo studio della diffusione di informazioni o dell’invasione di nuove idee e prassi nella scienza e nella tecnologia. In particolare, è di grande interesse la comprensione di questi fenomeni quando la topologia della rete varia nel tempo, in modo esogeno o, al contrario, per effetto della diffusione stessa del processo di contatto (reti adattative).
Parte dell’attività di ricerca è svolta in collaborazione con: International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA), Laxenburg, e Technical University of Vienna (Austria); University of Utrecht e University of Wageningen (Paesi Bassi); Ecole Normale Supérieure, Paris (Francia); Cornell University, Massachusetts Institute of Technology (MIT), and Princeton University (USA).