Più usabilità-meno sicurezza nei dispositivi touchscreen

Con la diffusione di dispositivi mobili dalle molteplici funzionalità, come ad esempio la navigazione web e la posta elettronica, si è ridotta la garanzia di protezione delle informazioni personali. Uno studio di ricercatori del DEI, tra cui Federico Maggi, Alberto Volpatto, Simone Gasparini (ora ad INRIA Grenoble), Giacomo Boracchi, e Stefano Zanero ha provato come l’elevata usabilità dei moderni dispositivi mobili può ridurre la privacy degli utenti. Lo studio ha messo in evidenza che le moderne tastiere virtuali sono più soggette a spionaggio visivo che le tradizionali, al punto da rendere tale spionaggio automatizzabile.
Per dimostrare l’esistenza del rischio di furto di informazioni tramite spionaggio visivo, è stato implementato un sistema in grado di automatizzare lo spionaggio visivo contro gli utenti dello smartphone più diffuso nel 2010, l’iPhone di Apple.
Questo sistema permette di riprendere la vittima anche lateralmente o in movimento e le prove condotte hanno dimostrato che il metodo automatico sviluppato al DEI è efficace ed otto volte più veloce dello spionaggio visivo eseguito manualmente.
Per approfondimenti, potete prendere visione dei video dimostrativi del prototipo in azione [video] e consultare il rapporto tecnico allegato.